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Benessere aziendale

Come garantire il benessere aziendale nell’era dell’anywhere office

Il benessere aziendale o organizzativo è un concetto per nulla generico. I ministeri dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca ne propongono la seguente definizione: “Per benessere organizzativo si intende la capacità di un’organizzazione di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori che operano al suo interno”. Una definizione seguita da importanti indicazioni di dettaglio: “La motivazione, la collaborazione, il coinvolgimento, la corretta circolazione delle informazioni, la flessibilità e la fiducia delle persone sono tutti elementi che portano a migliorare la salute mentale e fisica dei lavoratori, la soddisfazione degli utenti e, in via finale, ad aumentare la produttività”. A corredo di queste enunciazioni, i due ministeri citano dei riferimenti normativi, il primo dei quali risale addirittura al 2008.

Il benessere aziendale quando “nessuno è in ufficio”

Come affrontare oggi la sfida del benessere aziendale alla luce del paradigma dell’anywhere office? La modalità di collaborazione lavorativa che sista imponendo nel “next normal” definiti dalla pandemia, ovviamente cambia lo scenario e le modalità di intervento. Se, infatti, il benessere aziendale in un contesto tradizionale ufficio-centrico si poteva realizzare seguendo le disposizioni previste dallo stesso legislatore, come fare quando “nessuno è in ufficio” o comunque tutti non sono sempre e solo in ufficio? È questa la domanda posta dal titolo di un articolo di Forbes nel quale si riportano alcuni studi sul burnout causato dal remote working. Secondo un sondaggio condotto nel luglio 2020 da Monster.com, più di due terzi degli intervistati ha riferito di aver sperimentato sintomi di “esaurimento” mentre lavorava da casa. O ancora, una ricerca pubblicata dal National Bureau of Economic Research ha calcolato che la giornata lavorativa nell’era della pandemia è di 48,5 minuti più lunga per gli smart worker di Stati Uniti, Europa e Medio Oriente.

Il benessere aziendale si costruisce con la giusta tecnologia

La fase più acuta del lavoro a distanza, caratterizzata dall’obbligo di rimanere al di fuori dei luoghi classici di produzione, sta decisamente cedendo il passo a forme ibride che prevedono l’alternanza di attività svolte da remoto con quelle in presenza. L’anywhere office, in tal senso, identifica la possibilità di avere a disposizione tutto ciò che serve per effettuare la propria prestazione lavorativa, a prescindere dal posto in cui viene eseguita. Il primo presupposto perché questo possa avvenire, quindi, è la dotazione della tecnologia adeguata o comunque la standardizzazione di pratiche, come ad esempio il BYOD (bring your own device), in grado di tutelare allo stesso tempo gli asset dell’impresa e il diritto del lavoratore a separare la vita privata da quella professionale. Nell’era contemporanea, il benessere aziendale si costruisce anzitutto mettendo ordine nei processi che, durante il lockdown, hanno reso ordinarie delle prassi straordinarie. La promiscuità di device e di dati personali/aziendali ne è forse l’esempio più lampante.

Nuovi KPI non più legati all’orario e benefit aziendali diffusi

Il secondo pilastro su cui le organizzazioni devono fondare le loro policy sul benessere aziendale a misura di anywhere office richiede una ridefinizione dei KPI (key performance indicator) con cui misurare le performance dei lavoratori.  Invece del tempo trascorso in un determinato luogo, è fondamentale concordare gli obiettivi progettuali il cui conseguimento è richiesto ai dipendenti. Su questa base bisognerebbe rivedere anche alcune dinamiche remunerative e gli eventuali incentivi.

Infine, è opportuno ripensare i programmi a supporto del benessere aziendale in un’ottica nuova. Guardando all’esempio dei giganti della Silicon Valley come Google e Apple, che hanno imperniato detti programmi sull’offerta di servizi gratuiti per il fitness o l’alimentazione sana in loco, questo modello adesso è messo in crisi dalla fluidità dell’anywhere office. Occorrerà perciò che i benefit concepiti per aumentare il benessere aziendale siano sganciati da una location specifica per essere invece accessibili ovunque il lavoratore si trovi.

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